Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Ho resuscitato Cupido.

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Lamanu

Anni ad avere i conati di vomito quando vedevo coppie melense.

Anni a pensare alle mie stupende vacanze con le amiche guardando con pietà le coppie sotto l’ombrellone (anche quelle che sembravano felici).

Anni a pensare ai miei week end di birrette in giro senza meta.

Anni a sentirmi libera e felice da sola, emancipata, indipendente, figa, tipo: “la donna che non deve chiedere mai!”

Anni a prendere per il culo pranzi e cene di famiglia in coppia.

Anni ad avere l’orticaria a pensare alle serate a casa in coppia come i tristi.

Anni in cui mi piaceva l’idea di uscire con chi mi pareva senza rendere conto a nessuno.

Anni di progetti solo per me stessa perchè la coppia toglie.

Anni a pensare che sì, magari uno ti piace pure, ma c’è sempre quel “però” del cazzo che rovina tutta la poesia e pensi che nessuno sia alla tua altezza e che il tuo destino è quello di essere libera e felice.

E niente…. è bastato un giorno..

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Il ricordo della felicità

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By Lamanu

Se qualcuno mi chiedesse qual e’ la cosa più bella che abbia vissuto in tutta la mia vita… Ma non quella un po’ più bella delle altre… questa vince con un distacco che non ha paragoni…

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Apologia della singletudine

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By Lamanu


È vero che quando finisce una storia si sta male, malissimo anche, ma la singletudine non merita forse un po’ di considerazione? Quando finisce una storia, si tende a volerne subito un’altra. Ultimamente ho amiche che, appena tornate single, escono con la speranza di fare quell’incontro che ti cambia la vita, vedono dietro un complimento del primo che passa, il possibile prossimo fidanzato, senza minimamente soffermarsi su quanto, in realtà, sia bello ed appagante viversi la singletudine con tutte le cose belle che porta.
Nei periodi di singletudine, non si sta quasi mai nel momento: si pensa alle storie passate, ci si proietta in quelle future facendo di quei teatrini mentali che neanche al cinema… Ma è raro vedere qualcuno che si gode questo momento, che prende la spensieratezza e l’entusiasmo, che assapora quel gran senso di libertà che solo la singletudine ti può dare.. no, no, si tende a sentirsi soli più che liberi! Ma percheeeeeeeeeè???

Si parla di singletudine, quasi sempre, come fosse uno stato da cui fuggire, come fosse una malattia terribile, quando invece, ha dei vantaggi incredibilmente fantastici che cercherò di svelarvi:

1. Mangi quando hai fame anche se sono le 18.30 o le 22, senza dover aspettare nessuno

2. Mangi quello che ti pare, senza dover cucinare, obtorto collo, per qualcuno che magari vuole la pasta e tu no

3. Mangi dove ti pare: sul divano con il piatto poggiato sulle gambe, sotto le quali devi mettere un cuscino per non scottarti quando il piatto è caldo, o sul tappeto, con il piatto in mano e una birretta a fianco

4. Dormi in mezzo al letto, a stella volendo, o messo di traverso, così… solo perchè ti va..


5. Guardi quello che ti pare in tv, senza dover discutere perchè ieri si è guardato quello che garbava a te e oggi tocca accontentare l’altro

6. Compri, per la casa, quello che ti pare, senza chiedere pareri, permessi e opinioni che non vorresti sentire perchè temi la risposta negativa o il “non mi piace” e magari ti tocca rinunciare

7. Esci con chi ti pare, quando ti pare, fino all’ora che ti pare (questo se non hai dei cani) anche all’ultimo momento, senza rendere conto a nessuno

8. Fai shopping on line e cazzeggi su internet anche tutta la sera, senza che nessuno ti accusi di non calcolarlo

9. Puoi uscire con qualcuno di diverso, volendo, anche tutte le sere perchè non hai nessun legame 

10. Se questo qualcuno ti richiama il giorno dopo, puoi permetterti di non rispondere se non hai voglia, se hai le balle girate, se sei incasinato.. se non rispondi alla persona con cui stai, presto o tardi devi richiamare, no? Forse meglio prima che poi.

11. Non sei costretto a cene/pranzi da suoceri, cugini e parenti (non tuoi) di cui non ti frega assolutamente niente

12. Puoi girare per casa esattamente come ti va: con un calzino a pois e una tshirt scolorita, nuda, con il plaid come mantello quando hai freddo, senza pensare di dover essere minimamente attraente per qualcuno


13. Fai la spesa pensando solo a quello che vuoi mangiare tu

14. Programmi le vacanze e i week end solo in base alle tue di ferie e decidi di andare solamente dove pare a te

15. Vuoi ascoltare musica? Che musica sia.. vuoi il silenzio? Ssshhhhh….

16. Ti svegli con la luna? Puoi non parlare con nessuno

17. Hai la tosse? Di notte puoi tossire senza rischiare di soffocare per trattenerti

18. Hai freddo? Chiudi le finestre

19. Stai male e devi vomitare? Puoi correre in bagno senza pensare che “oddio, forse è meglio se chiudo la porta!”

20. Sei in giro, sei stufo e vuoi tornare a casa? Prendi e vai senza quella patetica cosa del “andiamoooo???”

21. Sei stufo dopo una giornata sfiancante? Entri in casa, chiudi la porta dietro di te e: aaahhhhh…. tanti saluti

Mamma o non Mamma?

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By Lamanu

Pensavo a questa giornata: alla festa della Mamma. E pensavo che non sarà mai la mia festa nel senso stretto del termine, perché io figli non ne voglio proprio: troppo impegnativo, troppo limitante, troppo responsabilizzante, too much!

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Il titolare coniglio. Identikit in 6 punti.

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Qualche giorno fa una amica che non vedevo da tanto tempo mi ha raccontato una sua disavventura esordendo così: “Sapessi! Non ti ho ancora parlato di quel mio ex datore di lavoro! Un vero coniglio!”.
Dopo aver ascoltato attentamente i dettagli della storia, vorrei ricostruire l’identikit del titolare coniglio sulla base di quanto lei mi ha riferito.

Una premessa: il titolare coniglio innanzitutto non è un coniglio.
Lei lo ha definito così, ma impropriamente.
Io ho due conigli (e ne ho ospitati diversi in stallo in attesa di adozione) e, via via che imparo a conoscere meglio questi animali, mi convinco sempre di più che il significato figurato di “coniglio” nella lingua italiana (“essere pavidi, pusillanimi, mancare di coraggio, aver paura di tutto, in particolare dei prepotenti. Anche essere semplicemente timidi, timorosi, poco determinati”. Cit.) non sempre è corretto se paragonato al reale carattere di molti conigli.

E’ vero, in quanto prede, per natura si sentono minacciati da tutto (ed in questo senso, il titolare della mia amica è stato coniglio al 100%), ma a parte questa caratteristica, comune a coniglio e titolare in questione, preferirei d’ora in poi utilizzare il termine VIGLIACCO al posto di coniglio.

Quindi, ecco l’identikit in 6 punti:

6. il titolare vigliacco è prepotente e durante le discussioni per lo più urla, anzi sbraita, si infervora in maniera sproporzionata rispetto all’oggetto della discussione stessa. Lui pensa che ansimare come ad un passo dall’infarto e alzare moltissimo la voce lo rendano automaticamente dalla parte della ragione;

5. il titolare vigliacco abitualmente è ambiguo: di fronte alla richiesta di istruzioni da parte dei dipendenti dà mezze risposte. Infatti lui non ha mai tempo e solitamente quelle mezze risposte imprecise le eleargisce come fosse un oracolo, dando (ma solo inizialmente, quando non lo conosci bene) l’impressione di un grande fervore, mentre in realtà molto presto si capisce che la sua è solo confusione;

4. il titolare vigliacco usa paroloni. Sì, quei 4 che ha sentito chissà dove e che ha memorizzato bene per poi all’occorrenza riempirsi la bocca nei momenti critici. Quattro in croce sono i termini colti che usa e 4 sono le competenze che ha, ma che comunque ostenta;

3. il titolare vigliacco è incapace di un confronto costruttivo. E’ più forte di lui, non ci riesce, mica possiamo forzarlo, mica possiamo considerarlo capace di dare un feedback ai dipendenti sul loro modo di lavorare, men che meno feedback chiari e ben argomentati, sulla base degli obiettivi e delle attese della azienda. Ma che, scherziamo?! Improvvisare: sempre. Agire in base all’impulsività: un imperativo. Non sa progettare e non sa come incrementare la motivazione dei lavoratori. Leadership significa responsabilità. Qualcuno ne è dotato, altri no;

2. il titolare vigliacco non conosce nemmeno lontanamente il significato delle parole:
PIANIFICAZIONE, IMPARZIALITA’, EMPATIA e ASCOLTO, poiché nel suo personale dizionario esse sono state sostituite da:
IMPROVVISAZIONE, SCORRETTEZZA, EGOISMO e INDIFFERENZA;

1. il titolare vigliacco di fronte alle criticità e alle scelte importanti illude, sparisce, delega per colpire a tradimento e magari vendicarsi di qualche torto che nella sua fantasia è convinto di vere subito.

Non ho potuto far altro che cercare di consolare la mia amica per la brutta esperienza vissuta dicendole che, nella prospettiva di una vita, soggetti come quel titolare rivestiranno per lei l’importanza che si può dare a del pulviscolo di escremento di parassita disperso da un soffio di vento. E so che oggi lei se ne sta già dimenticando.

Concludo con una stupenda canzone di Frankie hi-nrg che è sempre attualissima e che dice fra l’alro:

il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile

la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere

e non far partecipare nessun altro

nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro

niente scrupoli o rispetto verso i propri simili

perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili

Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti

sono replicanti, sono tutti identici, guardali

stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere

xoxo

Avviso: se qualcuno mi invitasse a C’è Posta per Te, io non accetterei l’invito. Grazie! 

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By Lamanu

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Sono incappata per caso (lo giuro) nell’inizio di quella miseria di programma C’è Posta per Te che, devo essere sincera, nell’idea potrebbe anche essere carino visto che amavo alla follia Stranamore perché amavo Alberto Castagna con quei super baffoni, e mi pare  siano simili come concetto. Ma, C’è Posta per Te, ha quel qualcosa di “latte alle ginocchia” misto “napoletanata alla Gigi D’Alessio” con una spruzzatina di “baccanata da bassa veronese”. Insomma: una schifezza pazzesca!

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Che importanza diamo alla felicità?

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By Lamanu

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Pensavo che, quando si sta con qualcuno, o si sta da Dio o si sta di merda. Si, ci si può mentire, ci si possono dare le giustificazioni più disparate (e disperate, a volte) ma o si è felici o non lo si è più.

Quando si sta da soli, invece, (a patto che si sia capaci di stare da soli) non si sta da Dio ma non si sta neanche di merda. Perché si impara a bastarsi, ci si illude di non avere mai le palle girate perchè alla sera si può anche non parlare con nessuno e quindi non ci si rende conto di essere di malumore. E soprattutto non ci si creano illusioni ma nemmeno si hanno delusioni.

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La prova costume è dietro l’angolo? Ecco cosa vi aspetta in palestra.

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By Lamanu

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Non ho mai frequentato molto il mondo delle palestre perchè non è che faccia proprio per me, abituata a fare danza ma, rassegnata all’età che avanza, o meglio, assolutamente non rassegnata all’età che avanza, ho realizzato fosse l’unca cosa che potesse aiutarmi a tenere su “il tenibile”. E dopo un anno e mezzo di assidua frequentazione, stufa di guardare il pavimento, ho iniziato a guardare la fauna intorno a me. E ringrazio il Signore (anzi dovrei ringraziare il mio capo) per avere la possibliltà di andarci al mattino, fascia in cui ci sono 5 persone, perchè l’unica volta che sono andata la sera, ho passato il tempo incazzata nera perchè non appena mi avvicinavo ad una macchina c’era uno più veloce di me che mi soffiava il posto (tipo parcheggio selvaggio in un centro commerciale una qualunque domenica pomeriggio d’inverno). In ogni caso, la mia osservazione mi ha portato a catalogare i frequentatori delle palestre che io inserirei in un libro di biologia da studiare al liceo.

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Tatuaggi e tatuatori (parte 2)

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By Paoletta

Ultime notizie dal fronte dei tatuaggi della sottoscritta.
Si aggiungono alla schiera: un tatuaggio dedicato a mio padre e un tatuaggio celebrativo di uno dei simboli di un’epoca -per lo meno per la sottoscritta- di spensieratezza, gioia e magia.
Eccoli qua, realizzati dalla abilissima mano di Carolina Avalle @royaleink:
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Assolutamente dolorosissimo quello dedicato a Creamy! E chi se lo aspettava? Immaginavo la caviglia, specialmente la parte posteriore poco sotto al polpaccio dove è stato realizzato il tatuaggio, come una posizione piuttosto sopportabile, diciamo più o meno quanto una parte del braccio e invece mi sono dovuta ricredere alla grande. E’ stato tosto! Per non parlare della guarigione, i primi giorni avevo una caviglia gonfia come una zampogna. Insomma Creamy l’ho pagata veramente cara in termini di sofferenza (ma ovviamente la trovo bellissima, realizzata all’altezza delle mie aspettative).

L’ultima volta che avevo parlato di tatuaggi QUI, avevo elencato alcuni tatuatori italiani da me particolarmente apprezzati, oggi invece vorrei dedicare questo post a quelli stranieri che più ammiro e che seguo da tempo sui vari social.
(Cliccando sui nomi potete vedere il loro profilo Instagram). Leggi il seguito di questo post »

Three months challenge

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By Paoletta
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Tenete i muri, sto per stupire perfino me stessa con mirabolanti e incredibili magie: da domani, infatti, gentile pubblico, farò improvvisamente sparire il numero di miei passaggi negli store Sephora per tre, dico tre, mesi 😀

Bisogni impellenti del rossetto all’ultimo grido, commesse coi coltelli fra i denti per vendermi le collezioni natalizie di Chanel e Dior… NON VI TEMO!
Nei mesi di ottobre-novembre-dicembre, sfiderò me stessa evitando di acquistare nuovi prodotti di make up e beauty!!!

TA-DAAAAAA!!!
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Credetemi, per me significa praticamente compiere un miracolo.

L’idea non dipende (o almeno, non esclusivamente) da -seppur ottime- ragioni di economia domestica, nella quale sono rimasta bocciata talmente tante volte che non mi ripresento nemmeno più all’esame, bensì da una motivazione più complessa che riassumo in due punti:

1) guardare con occhi nuovi i numerosi trucchi di cui già dispongo… davvero, non sono pochi quelli che sono praticamente ancora nuovi o, se non lo sono, non sono comunque ancora scaduti. Di alcuni non ho mai parlato qui sul blog, non ho mai scritto post sulla pagina di Red Poppy e magari dopo un iniziale entusiasmo li ho accantonati senza che fossero ancora terminati, né li avessi giudicati negativamente. Si può alleggerire la propria mia vita cominciando da piccoli gesti concreti, come ad esempio alleggerire il beauty case? Domande alla Marzullo di cui non ci preoccuperemo più di tanto;

2) prendere maggiore consapevolezza dell’impatto che ogni acquisto inevitabilmente ha sul pianeta, ogni nuovo packaging buttato, ogni spreco… Ma, attenzione: non sono qui a  moralizzare nessuno, not my style.
Puntare il dito: no. Prendere consapevolezza e condividere nuovi punti di vista: sì.

Nella sfida mi concederò un’unica eccezione per quei prodotti di utilizzo quotidiano e continuativo che dovessi terminare durante i tre mesi, quindi se ad esempio dovessi restare senza mascara dopo tre settimane dall’inizio, ricomprerei unicamente quello e così via per lo struccante, ecc.
Non mi sono mica messa in testa di seguire l’esempio di Alicia Keys che ha rinunciato definitivamente al trucco!
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Nel progetto ho pensato anche di scrivere tre brevi post al mese in cui recensisco uno o più prodotti, che non saranno quindi nuovissime uscite, ma appunto presenze fisse sulle mie mensole da tempo.

Infine, per l’Epifania, alla fine del challenge, ho previsto un GIVEWAY (su cui per ora lascio il mistero) estraendo, sempre random, tra tutti i commenti che avrete scritto sotto ad ogni post sulla pagina Facebook di Red Poppy Makeup in cui troverete l’hashtag #3monthschallange
Che ve ne pare?
Make-up addicted conto sul vostro supporto!

Notte, notte.
xoxo