Le Detartrage: seconda parte.

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By Jade

Dal giorno della lista cucciolo é passato qualche anno ed é inutile che io vi elenchi tutte le successive liste spesa pro bassotto.Certo é che in questo breve lasso di tempo il mio approccio alla cinofilia moderna si é ancora inaspettatamente evoluto.20131101-121921.jpg

Vivendo in appartamento era indispensabile far passeggiare Milla in centro. Abitudini che non conoscevo perché quando ero piú giovane di cani in giro al guinzaglio se ne vedevano pochi.
Forse l’unica di cui ricordo era mia zia che veniva a trovarci a casa tutta pelliccia e barboncino.
Credo che il barboncino di mia zia peró non abbia mai veramente camminato con le sue gambe a casa mia, un pó perché era troppo cittadino per sopportare tutti gli stimoli della campagna, bastava una farfalla o un grillo per mandarlo in agitazione e poi soprattutto perché in casa si aggirava Eliot il nostro bassotto predatore.
Al tempo di educazione cinofila si sapeva ben poco e ci si arrangiava con metodi casalinghi e ad oggi considerati erronei.
A tale proposito ho viva ancora l’immagine di mia zia con quella piccola creatura nevrastenica tutta tremolante in braccio che chiacchierava con mia madre ed Eliot nascosto in un angolo della cucina (invisibile alla zia) di cui io potevo scorgere appena il baffo vibrante e il canino affilato spuntare dalla guancia.Ricordo bene poi che in alcuni istanti potevo percepire anche il suo ringhiare nervoso come se fosse prontissimo all’attacco.
Era tutto un gioco di sguardi tra me e mia madre per tenerlo buono e sotto controllo; lei ogni tanto si alzava e senza farsi notare lasciava scivolare un quarto di macina (come fosse una dose di Valium) oppure,se mia zia per qualche motivo si muoveva rischiando di entrare in zona pericolo mia madre mi lanciava un segnale immediato con gli occhi e io andavo verso la scopa,bastava toccarla per immobilizzare il predatore.
Il timore era che Eliot si alzasse in volo con un balzo repentino per aggredire al collo il barboncino toy e sventrarlo senza pietà; sapevamo che ne sarebbe stato capacissimo.
Ma torniamo a Milla, io e lei ci dilettavamo in molte passeggiate in un paese nuovo per entrambe dove io non conoscevo nessuno e passavo alquanto indifferente. Erano un pó tutti newyorkesi qui, indaffarati, di corsa e con la memoria di un pesce rosso perché alla decima volta che ancora incrociavo il mio vicino di casa capitava che mi chiedesse : A che piano? ma che bello questo incrocio di spinone!
(ma come? é un bassotto e abito al sesto piano gliel’ho detto ieri!!!).
Con Milla divenne peró ben presto impossibile passare inosservati ai newyorkesi perché tra tutte le vie del paese lei proprio si rifiutava di passeggiare in via Roma giusto sotto casa e giusto dove mi erano comodi panificio, fruttivendolo,bar… Lei per quella via si immobilizzava ed era facile vedermi implorare una microbassotta ostinata a voler procedere. Si fermavano tutti a guardarci per darci ‘utilissimi’ consigli del tipo: ma non vede che é stanca? Ha freddo?la prenda in braccio povera creatura! ( tutti saputi e simpatici) e in breve conoscemmo così tutta la via e non solo. Il problema si fece serio, Milla era terrorizzata dai rumori della città (al contrario del barboncino di mia zia).
Avevo scoperto,conoscendo diversi proprietari di cani educatissimi e disinvolti, che in questo paese portare a scuola il cane era del tutto normale e che i cani venivano anche divisi per classi, proprio cosí, vi spiego:
-Puppy class ( l’asilo nido)
-Puppy training ( scuola materna) -classe di socializzazione ( scuola elementare)
-classe di addestramento ( scuole superiori )
-passeggiate di socializzazione (una sorta di stage del cane)
-erano previste poi ore di nuoto e di svago.

Milla aveva ormai sei mesi quando mi decisi ad intervenire e sarebbe stata fuori corso per la Puppy class ed impreparata per i corsi avanzati.
Che cosa potevo fare?
Chiamai l’educatrice.
L’educatore é una figura particolare, un pó come un traduttore simultaneo dei gesti del cane che sa dirti in tempo reale a cosa sta pensando,ti spiega i suoi atteggiamenti e i motivi di certe reazioni e ti fornisce strategie illuminanti ( che non ci arrivi da solo ve lo si assicuro ) su come farti capire dal tuo cane. In pratica l’educatore ti educa e ti fa elegantemente capire che hai sbagliato lingua con il cane, lui parla il canese e tu parli l’umanese e non vi potrete mai capire se tu non impari il canese.
Insomma quello che noi definiremmo un formatore in PNL.
Dopo aver osservato Milla e avermi tradotto alcuni suoi atteggiamenti l’educatrice riscontró una cattiva socializzazione con i rumori e il problema ostinazione (ovvio é un bassotto ed é un problema intrinseco della razza).
E cosí mi iniziò ad un duro lavoro di training a casa che prevedeva:
-passeggiata al mattino presto e sera inoltrata per socializzare Milla in via Roma senza i rumori con il suo gioco preferito ( la palla che appena la tocchi suona come un gatto in calore)
-ascolto nell’ambiente domestico di un cd di desensibilizzazione ai rumori contenente 20 tracce di rumori diversi tra cui spari, tuoni, fuochi d’artificio, moto, motori… ( io non so i vicini..)
-passeggiate in centro di giorno preferibilmente in compagnia di un altro bassotto coraggioso ( lo conoscevamo anche ma bisognava spiegarlo alla padrona)
– prefissare un obiettivo piacevole alla passeggiata (andare al parchetto dei cani)
La mia giornata era cosí completa. Quando lei riposava io andavo al lavoro.

Continua…

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