Il vecchio baffuto

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By Lamanu

“Dio creò il gatto per dar modo all’uomo di accarezzare la tigre”. Cit.

Hai più di 14 anni…se fossi umano saresti un vecchio baffuto… Il mio vecchio baffuto…. Invece per me sei, come sempre, un cucciolo indifeso…(oddio se ti arrabbi fisso potresti levare un occhio a qualcuno).. Ma io ti vedo cosi: indifeso. Come quella volta, tanti anni fa, che ti ho dovuto affidare ad un’altra famiglia e dopo cinque giorni, se non fossi tornata a riprenderti perchè la mancanza era troppo attanagliante, sarei morta di crepacuore (e tu pure dallo stato in cui ti ho trovato)…E da quel momento, da quando hai sentito la mia voce di nuovo e mi sei saltato in braccio, come quando torni a prendere un bambino all’asilo che ha pianto tutto il giorno, ti ho giurato che non ti avrei mai più lasciato solo.. E tu hai continuato a volere e ad amare solo me.. Si, hai imparato a lasciarti avvicinare da altre (poche) persone ma tu é solo me che ami davvero… Ed io sono terribilmente onorata di essere stata la tua eletta… Abbiamo passato un sacco di anni insieme, ti ho fatto cambiare case, citta’, hai vissuto con me un sacco di esperienze importanti e te ne ho fatte passare di tutti i colori.. Come quel periodo in cui mi ero messa in testa che volevo cambiarti il nome in José Edoardo ma tu non mi calcolavi se ti chiamavo così e ho dovuto desistere… e tu sei sempre stato lì.. Una presenza silenziosa, riservata, elegante, regale quasi…Ma sei sempre stato lì…

E a tutti quelli che dicono che i gatti non amano nessuno se non loro stessi, sorrido… perchè essere amati da un gatto e’ un’esperienza che e’ un vero peccato non avere l’opportunita’ di provare… Certo, tu non arrivi scodinzolante davanti alla porta, ma esci dall’ armadio quando mi senti arrivare e mi guardi dal tavolo seriosamente in attesa di un bacino che poche volte chiedi.. Il rapporto con te é fatto più di energie trasmesse che di gesti plateali… Mi hai insegnato a vivere il nostro rapporto come lo volevi tu, su un livello più introspettivo, più rispettoso degli spazi e dei tempi che hai gestito quasi sempre tu.. Ma sei sempre stato lì..
Ed ora? Ora sei vecchio e baffuto e non stai bene… io ti vedo che non stai affatto bene… Vorrei solo che, come so per certo che Victor e Clarissa lo sentono, percepissi anche tu che mi sto prendendo cura di te, che lo sentissi davvero, perché se non lo capisci tu, io non ho modo di spiegartelo diversamente da quello che mi hai insegnato a fare con te; che non sei solo anche se spesso ci stai e che anche io, come te, sono sempre stata lì..Anche quando deciderai di lasciarmi…ma non sono preparata, non voglio prepararmi.. Chi mi fissera’ poi con tentativi di ipnosi per farmi capire che ha fame? Cosa mettero’ nella mensola in armadio che hai deciso fosse il tuo rifugio segreto, al posto del tuo comodo giaciglio (un vecchio maglione di lana sul quale dormi anche a ferragosto)?
Chi consolera’ la tua amica Clarissa se non avra’ più il suo migliore amico che solo da lei si lascia mordicchiare le orecchie?
E chi consolera’ me se non ci sara’ niente di consolante per la tua mancanza?

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