Sono anche io una Pank?

Postato il Aggiornato il

By Paoletta

Non volevo scrivere Punk. Volevo scrivere veramente PANK (Professional Aunts No Kids).
Io, si sa, sono una zia. E, zie tutte, sappiatelo, adesso abbiamo anche una nostra giornata dedicata: il 27 luglio.

“PANKs, or Professional Aunts No Kids, are women who have a special bond with a child who is not their own.
They could be aunts, godmothers, cousins, neighbors or moms’ friends. What makes them a PANK is the strength of their relationship with a child.
Weber Shandwick partnered with Savvy Auntie® and KRC Research to survey North American
PANKs and confirmed that they are a highly appealing demographic for marketers because of their dynamic influence and digitally-connected lifestyle in the marketplace.”
“While PANKs are no more likely to be on social media than the average woman, they do have
more accounts and nearly 200 more connections – driven by Facebook friends and YouTube channel subscribers – and spend slightly more time per week using social networks.”

La ricerca riguarda  la popolazione femminile nord americana, ma pur non essendo io una sociologa, credo interessi anche molte donne in Europa e in Italia che non hanno figli.
La società spesso dà per scontato che queste donne non abbiano figli per scelta, ma ciò non è sempre vero.
A volte per molte di loro semplicemente non è ancora successo. Punto.

Talvolta erroneamente giudicate dagli altri come persone troppo “picky” (esigenti), complicate o ossessionate dalla carriera, queste Panks sono diventate un “otherhood”, che manco so come tradurlo letteralmente… se motherhood è maternità, brotherhood è l’essere fratelli… otherhood è essere altro: una zia per legame di sangue, o acquisita per via di relazione di amicizia con i genitori. Una figura che non ha una definizione o uno status chiaro, ma che si occupa dei nipoti, ma anche dei figli di amiche, cugine, colleghe ecc.
Una volta, donne single over trenta senza figli erano additate come ZITELLE, no? Adesso non più, loro possono essere PANK!!!
Che figata questi tempi moderni!!! Anche perchè una donna sposata con figli può essere ben più zitella di una zitella, quanto ad acidità, chiusura mentale e pignoleria. Purtroppo sono difetti trasversali.

Otherhood è un libro dal sottotitolo “Modern Women Finding a New Kind of Happiness”.

L’autrice spiega:
We, the Otherhood, who have yet to find our rightful, equitable, requisite place in society, deserve one. Otherhood denotes our tribe – our fabulous, extraordinary, never-settling on love, tribe. And this book is our story.

Otherhood-cover_Melanie-Notkin

Voglio leggerlo!!!!
http://melanienotkin.com/2013/11/05/otherhood-modern-women-finding-a-new-kind-of-happiness/

Anche perchè io e la Melanie (me la sento già amica, la Melanie!) chiudiamo entrambe i nostri post allo stesso modo ^_^

Albus 4° compleanno

Michele & Io
#checoraggiohoapostarequestafotoconlafacciastruccata!

Io realizzo la mia “ziitudine” (un modo personalissimo per tradurre otherhood l’ho trovato) con i miei due splendidi nipoti.
Non sarò certo un esempio di perfezione, forse i loro genitori saranno in imbarazzo a mandarli in giro con una zia tatuata…ma cerco di non risparmiarmi per loro, non tanto dal punto di vista economico, naturalmente, quanto a disponibilità, ascolto e affetto.

Michele è il maggiore, con lui credo di avere un rapporto unico ed irripetibile, lo sento molto empatico nei miei confronti ed io naturalmente la sono nei suoi. A lui neonato cantavo “Almeno tu nell’universo” nella versione di Elisa (chiedo scusa ai fans di Mia Martini ma a me quella di Elisa piace di più). Michele quando viene a trovarmi, oltre a chiedermi simpaticamente “oggi zia cosa ti fa male? la pancia, la testa, la schiena o il collo???” (caro il mio caro preadolescente dal piede lungo, se la schiena mi fa male è anche perchè ho lasciato che troppe volte mi saltassi in groppa selvaggiamente per giocare quando eri più piccolo! Caccia i soldi per la fisioterapia, forza!!!), mi chiede sempre “devo aiutarti a fare qualcosa?” e adesso mi assiste come infermiere durante le cure del coniglietto Andrea. Rifiuto di pensare che tra pochi anni forse mi snobberà alla grande, ma magari no, dai… Per caso si può chiedere l’interruzione della crescita dei nipoti???!!

Il mio nipote junior, Alberto, detto Albus, adesso è un fan dei Minion, gli assistenti di Gru di Cattivissimo me, ed io non posso che sostenerlo al 100% in questa passione. Sto cercando di capire come realizzare al meglio un costume di carnevale da Minion: lui sarebbe fantastico in giallo con salopette di jeans!!! Albus l’ho persino accompagnato al cinema a vedere il film di Peppa Pig! L’ha visto tutto in braccio a me. Albus è anche quello dei pirati, anzi, fino a poco tempo fa dichiarava di voler fare del pirata la sua professione da grande. Adesso alcune fonti rivelano che abbia dichiarato che prima di sposare la sua fidanzata (che non sa ancora di esserla) vuole trovare un buon posto di lavoro. Sta pensando di fare il medico. Forse il medico dei pirati???

XOXO
Paoletta

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