Mese: marzo 2014

#oggicucinobIO

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By Paoletta

Succede che una delle mie fiere primaverili preferite organizza un concorso di cucina…
Succede che mette in palio 200 euro da spendere all’interno della fiera stessa…
Succede che…piatto ricco mi ci ficco!!!

Cosa fa di solito chi non è un mago dei fornelli? Si diverte a fare dolci! Almeno a me succede così ^_^

Il concorso non richiede che la ricetta sia originale, prevede però che si utilizzino ingredienti bio certificati, almeno su quello ci si deve impegnare! E così si prende una ricetta di Benedetta Parodi (che anche stavolta, mi duole ammetterlo, pur non essendo il massimo della simpatia, ci ha azzeccato quanto a semplicità e golosità…) e la si adatta ai requisiti richiesti dal regolamento del concorso. Personalmente conosco ed utilizzo abitualmente prodotti certificati bio, devo solo reperire qualcosa che non ho in casa, come la crema di nocciole… Quella, che sia la più nota e commerciale, o che sia quella bio, meglio non averla in dispensa perchè altrimenti finisce subito!!!

Mi dicono anche che i blogger che partecipano al concorso sono invitati a condividere la ricetta con un post dedicato.
Lo faccio volentieri, sperando di ingolosire anche voi con questa torta!

#oggicucinobIO
Crostata croccante con crema di nocciole e ricotta

INGREDIENTI
300 g di farina 00 Alce Nero
125 g di burro biologico Viviverde Coop
130 g di zucchero di canna chiaro Alce Nero
Un pizzico di sale
80 g di nocciole sgiusciate e tostate Ecor
20 g di cacao amaro in polvere Altromercato
½ bustina di polvere lievitante Biovegan
2 uova fornitore GAS Voghera
Per la farcia
250 g di ricotta Prima Natura Bio
250 g di crema di nocciole Ecor
10 g di nocciole Ecor

Tritare nel mixer le nocciole.
Mescolare in una ciotola la farina con il burro, lo zucchero e un pizzico di sale; unire le nocciole tritate, il cacao e il lievito. Aggiungere infine le uova e impastare il tutto.
Tenere da parte un po’ di impasto e stendere il resto della frolla tra due fogli di carta forno per poi rivestire la tortiera.

Mescolare la ricotta con la crema di nocciole e versare il composto ottenuto sulla frolla.
Aggiungere anche le nocciole intere.

Sbriciolare sulla torta l’impasto tenuto da parte per ottenere una superficie irregolare e croccante
Infornare a forno preriscaldato a 180° per 30 minuti.

Vorrei svelare un segreto alla Parodi… La torta è ancora più buona se farcita con delle fettine sottili di fragole, non solo come decoro del piatto! Del resto mai sottovalutare un grande classico degli abbinamenti: fragole e cioccolato!

oggicucinobio 300 px

P.S. Il link per votare la ricetta è
http://www.belgioioso.it/officinalia/2014/03/28/crostata-croccante-con-crema-di-nocciole-e-ricotta/

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Eccolo…è Prada Candy

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By Emma

Sono troppo estasiata!felicita

Per me acquistare un profumo è da sempre un problema non indifferente…conosco perfettamente i miei gusti ma entrare nelle profumerie e provare minimo 10 fragranze diverse mi fa venire non solo mal di testa seguito da un attacco mal di gola (ma sono normale ???) … il peggio è poi uscire a mani vuote e tornare ad utilizzare i miei vecchi profumi, tristemente delusa. Leggi il seguito di questo post »

Dimmi cosa c’é nel tuo comodino!

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By Jade

Stare costretta a letto a riposo mi porta inevitabilmente a riflettere con calma su ció che mi circonda.
Se poi fatico a camminare il comodino al mio fianco diventa il piano d’appoggio fondamentale per tutto ciò che serve per una serena permanenza a letto.
Lo stavo appunto osservando.

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Delle rose e delle viole

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Roses

Nel mondo del profumo di nicchia Lamanu docet (puoi leggere il suo bellissimo post QUI), io mi limito a dare voce al mio naso, che è uno degli organi più strettamente collegati al sistema limbico.

A questo proposito permettetemi qualche utile citazione:

“essendo infatti quest’ultimo [il sistema limbico, ndr] implicato nell’integrazione dell’olfatto, della memoria a breve termine e in funzioni che si fanno più complesse man mano che si sale nella scala filogenetica come le emozioni, l’umore e il senso di autocoscienza che determinano il comportamento dell’individuo. Il sistema limbico svolge anche funzioni elementari come l’integrazione tra il sistema nervoso vegetativo e neuroendocrino

Il sistema limbico comprende alcune regioni del diencefalo e del telencefalo che “coordinano le afferenze sensoriali con le reazioni corporee e le necessità viscerali” (Papez 19589)e che “rappresentano il luogo di origine delle emozioni”(Fulton 1951).
Indubbiamente il concetto di Sistema Limbico non è tanto morfologico, quanto fisiologico e psicologico. Tale porzione del Sistema Nervoso Centrale interviene nell’elaborazione di tutto l’insieme dei comportamenti correlati con la sopravvivenza della specie, elabora le emozioni e le manifestazioni vegetative che ad esse si accompagnano ed è coinvolto nei processi di memorizzazione.
Il Sistema Limbico è una formazione filogeneticamente antica. Studiandone l’anatomia comparata si rimane sorpresi come, pur essendo differente la sua estensione nelle varie specie dei mammiferi, il suo sviluppo e la sua organizzazione siano simili. Tali osservazioni fanno ritenere che le basi fisiologiche dell’emotività e del comportamento siano simili in tutti i mammiferi (Valzelli 1970).

E scusate se è poco!!!
Quindi qualcuno venga a dirmi che l’olfatto, e quindi i profumi, oppure, se vogliamo parlare anche del lato oscuro delle narici, la puzza, che mediamente un pendolare deve sorbirsi su quelle meraviglie di treni e/o metropolitane, sono cose da poco.
Al contrario! Sono cose di grandissima importanza!
Mi sento ancora più legittimata ad amare, quasi venerare, i profumi e mi posso anche un po’ vantare di avere sempre sostenuto, prima di sapere tutta la pappardella del sistema limbico, che l’olfatto è, insieme alla musica, una vera macchina del tempo che ci riporta indietro, anche quando non lo vogliamo, oppure può proiettarci verso una nuova parte di noi stessi che vogliamo provare a fare emergere.

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E il mio abito giusto ??!!!

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By Emmamatrim 2

Vi capita mai di sognare ad occhi aperti il vostro matrimonio… quel giorno che dovrebbe essere uno solo (ma anche due o tre… ah ah ah) nella vita…la festa, gli invitati… e soprattutto… il vostro abito da sposa ?? A me si, e anche spesso …quest’oggi, in particolare, mi è capitato di soffermarmi su 4 abiti da sposa …ma non abiti qualunque scaricati su internet, per intenderci …4 vestiti di amiche a me molto vicine, anche se lontane… Leggi il seguito di questo post »

Music was my first love-happy (or not)

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HAPPY…

Because I’m happy
Clap along if you feel like a room without a roof

Because I’m happy
Clap along if you feel like happiness is the truth
Because I’m happy
Clap along if you know what happiness is to you
Because I’m happy
Clap along if you feel like that’s what you wanna do
(P.Williams-Happy)

Alcuni serotoninergici (e senza effetti collaterali) utilizzati da Rebecca a seconda della disponibilità:
– osservare un tramonto rosa;
– credere che la burrobirra esista veramente e provare a farla;
– l’odore di un bosco e abbracciare gli alberi;
– i panda, i koala, i cani della prateria, i suricati, i pinguini, i pappagalli coloratissimi (generalmente indisponibili, ci si accontenta di Super Quark);
– una bella dormita dopo un periodo di insonnia;
– risate spontanee con le amiche;
– il chinotto fresco ma non ghiacciato;
– il profumo della rosa;
– un gesto galante da uno sconosciuto (ma questo non puoi procurartelo a piacimento, accade di rado quando meno te lo aspetti e conferisce un buon retrogusto alla tua giornata);
– ballare da sola in modo assolutamente scomposto davanti ad MTV #etipassalapaura

…OR NOT

I can hear the cry of the leaf on a tree as it falls to the ground
I can hear the call of an Echoing voice and there’s no one around

We’re two of a kind
Silence and I
We need a chance to talk things over
Two of a kind
Silence and I
We’ll find a way to work it out
(The Alan Parsons Project-Silence and I)

Rebecca e la sua inquietudine cercano il silenzio per sentire se quel vuoto ha un nome, se può essere ridotto, farlo buchino che si possa subito riempire con un quadretto di cioccolato al caramello salato e non come fa adesso con biscottimarmellatecaramelleliquiriziaripienagelatinadifruttabudinipannameringhe…
Quando è accaduto che quella buca si è allargata a dismisura? Una volta, nella buca, dopo la pioggia, ci saltava dentro e sapeva che poteva cadere un mondo parallelo di fantastia come succedeva alla piccola Yu nel cartone Creamy.
Ed era accettabile, era giusto così.
Adesso forse no, adesso che qualcuno le faceva notare “sinceramente non ti capisco più”, non sapeva se ciò fosse un bene o un male, forse però si poteva lasciare quella considerazione nel grandissimo campo del neutro, non c’era bisogno di giustificarsi, spiegare, capire a tutti i costi.  Certe cose del mondo dell’irrazionale, del nostro lato oscuro, non devono essere demonizzate o rimosse, tanto meno negate. Esse hanno diritto di esistere e di avere spazio, a volte anche più dei lati luminosi, se necessario per insegnarci qualcosa di nuovo. Forse avere imparato a sguazzare da sola nel magma dei suoi lati oscuri la rendeva misteriosa agli occhi di chi le aveva messo addosso nel tempo solo etichette e non sincero affetto, amicizia, amore. Con quelle persone ci vorrebbe proprio la bacchetta magica di Creamy per colorare tutto quel grigio che si sono messe nel cuore diventando figure insipide, distanti, prevedibili.

                  

“Sai, c’è chi non sa che nel cielo dal gran manto blu
Ci sono stelle che già brillano
Da mille anni ancora splendono in alto lassù.
Io forse un giorno salir saprò su di una stella
E poi sognando le cose belle, starò lassù!
Maghi Merlini, lì troverò
Con tocchi magici.. faranno ciò che io vorrò!
Che bei sogni, che bei sogni
Realizzerò da lassù…
Ma che bei sogni, che bei sogni
Realizzerò da lassù!”

Diario del Viaggiatore del 18 marzo 2014

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By Lamanu

Treno in ritardo stamattina… E fa un freddo rabbioso e c’é pure la nebbia.. Ma quella vera, non la foschia, la nebbia di novembre per intenderci…
È da un po’ che non scrivo di avventure da stazione perché non mi capitano più cose così bizzarre. Solo gente dormiente (una la settimana scorsa addirittura ha russato di brutto da Verona a Milano..invidiabile per certi versi). Gente che dorme a bocca aperta senza contegno…
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Non sei tipo da Londra tu….

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By Jade

Prima volta a Londra a 36 anni.
E al mio ritorno chi mi conosce bene mi chiede: ‘A te non sarà piaciuta, non sei tipo da Londra tu vero’?!
Non saprei, ma da questa mia mancanza sono assolutamente giustificata. Quando al liceo tutti venivano mandati nel Regno unito a perfezionare l’inglese tra Oxford,Cambridge e Reading io ero tra i pochi fortunati a partire per Dublino. Meravigliosa Irlanda, un paesaggio fantasy dove ti aspetti ogni momento che ti spunti davanti David Gnomo che suona l’arpa e ti offre una Guinness! E cosí mentre gli altri passeggiavano per Carnaby Street, io passeggiavo per Temple Bar e mentre gli altri speravano di incontrare i Take That, noi pochi andavamo a visitare il paese nativo di the Edge ( David Howell Evans chitarrista degli U2).
Sono cresciuta con l’immagine di quel verde dei prati e quell’azzurro del cielo che solo chi ha visto sa.
Gli irlandesi, poi, per motivi storici ben noti, amano molto la loro terra e ,al tempo, lo ricordo bene,mi sconsigliarono di andare a Londra descrivendola come una grande business city, caotica e stressante.
Li presi in parola.
Londra effettivamente é una business city caotica e stressante,non mi hanno certo mentito ma é anche storia,tradizione,arte e vita, tanta vita.
Andava vista prima a 20 anni,a 25 a 30.
Io che non sono un’esperta d’arte moderna,dentro alla Tate Modern mi sono chiesta come avessi fatto fin’ora a vivere senza tanta bellezza,tanta genialità, tante emozioni. Stiamo parlando di Picasso, Monet, Miró, Pollock…. Te li ritrovi davanti ad un centimetro dal naso a gratis.
Ma vado oltre,é pieno di blogger che parlano delle meraviglie di Londra,non sarò ripetitiva,piuttosto vi racconterei volentieri delle disarmonie di Londra, di quelle che ho visto io e me ne saranno sfuggite parecchie…

Partiamo dalla Londra Fashion&Beauty.
Ehhh,nelle vetrine forse,ho ritrovato le ultime tendenze,mi sono pure sforzata di captare lo street style londinese,ma nulla, non pervenuto.
Alla prima infradito su gamba non depilata dal settembre scorso o forse da mai e shorts con canotta per una domenica soleggiata di inizio marzo, sono rimasta sconcertata ma ancor più dal notare che peró unghie di mani e piedi erano impeccabili,perché qui i centri di nail care vanno come da noi i panifici.
In settimana,compaiono orde di business women e anche qui non ho potuto fare a meno di notare una vera fissazione per la borsa, Michael Kors, of course, ( di massima diffusione ) giacca nera rigorosa perché fa donna in carriera ma peccato per tutto il resto.
Io capisco risparmiare per comprarsi la borsa e la giacca basiche di marca ma poi per la scarpa e l’abito affidarsi a Primark ti da un aspetto generale fuorviante.No.No.No.

Parliamo di Food a Londra.
Vuoi ingrassare,vai a Londra.
E rimanda le analisi del sangue.
La tradizione prevede l’english breakfast a colazione che é il nostro brunch della domenica quando si accende la griglia: salsiccia,pancetta,funghi e altre verdure abbrustoliti contornati da fagioli al sugo di kechup e due uova fritte al burro.
E pane e burro.
Di mattina.
Colesterolo in festa nelle arterie!

Altro must é l’afternoon tea che prevede thé o champagne accompagnati da un vassoio molto scenografico a tre piani stracolmo di tartine,cakes e scones da farcire con burro e marmellate.
Picco insulinico ai massimi livelli alle 5 del pomeriggio.
Alle 7 di sera é il turno della birra al pub.
Aggiungiamo l’alcol alla lista.

Se ancora non si é sazi la cena migliore si deve fare a scelta tra i diversi etnici: indiano, libanese, giapponese,marocchino,messicano, francese, italiano o per restare nella tradizione un Fish&Chips al pub.
Eh no il fritto prima di dormire o un pugnetto di humus ci vogliono per dare la mazzata allo stomaco prima di coricarsi ( e a chi ti dorme di fianco ).

Abitudini e varie a Londra.
Moquette anche in bagno ( hai voglia a spruzzare acaricida….), no bidet, doppio rubinetto con a scelta, o acqua bollente o gelata.
Non te lo aspetti veramente da un popolo che ha un aeroporto come Gatwick dove ti sorprende il controllo automatico del passaporto all’arrivo ( basta passare la foto del passaporto su uno scanner e guardare una telecamera ) cosí come al ritorno, il check-in e l’imbarco.
Tutto fai da te automatico.
Poi arrivi in albergo e vedi la moquette color grigio topo, vai in bagno e non sai dove lavarti le zone intime e per lavarti le mani sei costretto a complicate manovre per miscelare la lava con il ghiaccio.
Ma questo si sapeva solo che rimane incomprensibile nel 2014.

Durante l’immancabile giretto al supermercato, da Marks&Spencer Natural Food, molto frequentato e diffusissimo, mi aspetto un supermercato macrobiotico-biologico e ci trovo invece il bancone gastronomia dei piatti pronti dell’Auchan.
Avete presente scaffali e scaffali di cibi pronti monoporzionati?
Scopro poi che il popolo di Londra li compra puntualmente a pranzo e a cena per mangiarli in tutta velocità in una panchina del parco o addirittura in bus.
Contenti loro.

Un capitolo a parte meriterebbero gli Hipster. Meriterebbero ma io non ho capito, li ho visti ma non ho capito. Spiegatemi.

Sia chiaro,Londra mi piace.
Per un miliardo di motivi, quelli che sanno tutti.
Ma che vorrà mai dire che non sono un tipo da Londra io?

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Manicure…top&flop!

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By Emma

La cura delle mani per me è una fissa da sempre…nel look femminile (ma anche in quello maschile a dire il vero) le mani attirano subito la mia attenzione…quasi come capelli e scarpe !unghie rosa

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Attirerò l’antipatia di molte, delle più salutiste, delle amanti del ‘naturale’ Leggi il seguito di questo post »

Al di là della profumeria

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By Paoletta

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Fino a qualche anno fa ero molto scettica circa i prodotti per il make up venduti al di fuori delle profumerie e, penso, avevo anche le mie buone ragioni: mi sembravano linee scarse nella tipologia dei prodotti e mi sembravano tristi, con colori spenti, anonimi, privi di fantasia, innovazione, divertimento, come immobili, fermi agli anni ’60.

Le cose sono cambiate, stanno ancora cambiando e se deste un’occhiata adesso nella vostra erboristeria o farmacia trovereste tante novità interessanti, come è capitato a me, che grazie a due amiche, una farmacista ed  una erborista, ho potuto testare personalmente alcune linee make up di brand che non si trovano in profumeria.

Spesso si rivolge a queste linee il cliente con problemi di allergie o con una particolare sensibilità verso prodotti eco-bio-vegan, ma trovo che oramai siano prodotti che possano soddisfare le esigenze di tutti, tant’è che ricordo l’ultimo numero di Vogue beauty dove, insieme a Chanel, Dior, Shiseido, si trovava anche la linea L’Erbolario make up. Leggi il seguito di questo post »