Spesso il cafone ho incontrato

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Perdonami Eugenio, se ho parafrasato una tua bellissima poesia per dare il titolo a questo post, non scriverò mai nulla di minimamente all’altezza delle tue opere, ma credo accetterai con benevolenza l’averti associato ad un termine che non potrebbe essere più distante da te, grandissimo poeta.

Recentemente il cafone si è manifestato nella mia quotidianità in alcune situazioni, in questo articolo ve ne sintetizzo tre:

1. Negozio di telefonia, lui entra dopo di me e si guarda in giro apparentemente per memorizzare i volti di chi è già in attesa (bastava chiedere chi è l’ultimo?), riflettendo a posteriori credo si pavoneggiasse senza realmente vedere le persone intorno a lui.
Si mette a pochi passi da me, quasi di fronte a me (siamo disposti in piccoli semicerchi, in questo negozio l’anarchia regna sovrana, è proprio fortemente voluta dai titolari che fanno di tutto per confondere le idee a clienti sparendo dietro al bancone, ignorando le richieste, rivolgendosi a gente arrivata per ultima come se fosse la prima, va così insomma) e poi succede una cosa strana: la persona che aveva diritto ad essere servita prima di me, con una scrollata di spalle lo fa passare, vada vada pure lei (sospetto sia un figurante ingaggiato dai titolari per la conservazione della confusione nel negozio, affinchè i clienti non trascorrano lì un tempo inferiore ai 45 minuti, prima o poi capirò cosa c’è dietro) e il cafone, invece di restare al suo posto dicendo qualcosa tipo guardi si sbaglia, tocca alla RAGAZZA con gli occhialoni neri che ho visto benissimo che era prima di me, si lancia verso il bancone ignorandomi bellamente.
Risultato: cafone numero uno fulminato in un nano secondo dalla sottoscritta. Adios! Torna a fare il sovrano nel regno dei cafoni.

2. Non tutte le persone scurrili sono necessariamente anche dei cafoni e viceversa non è detto che persone con un linguaggio pulito e disinfettato con il Napisan siano immuni da cafonaggine. Così accade che lui, il cafone della seconda situazione (va detto, non è un amico, a cui si perdonerebbero certe libertà, è solo poco più di un conoscente), parli a bassa voce, non usi mitragliate di parolacce e abbia ben presente il concetto di igiene personale, ma poi, sghignazzando, mi faccia battute simpatiche ZERO sul fatto che sia ingrassata dall’ultima volta che mi ha vista e che i miei tatuaggi stanno aumentando ecc. ecc.
Tu invece sei stronzo e cafone come al solito a quanto vedo. Rassicurante, il cafone che si riconferma sempre tale.

3. L’ultimo esempio di cafone è il “ciabattato”, ne vedo sempre troppi in giro per i miei gusti, sciabattano e sciabattano con quelle infradito un po’ larghe da cui il tallone fuoriesce facendo da calamita per la sporcizia delle strade: perchè dovete uscire di casa con le ciabatte, ditemelo vi prego!!! Non c’è nessuna ragione per cui un uomo debba uscire a fare la spesa con le ciabatte o le infradito di gomma, non ti sei accorto che non siamo in un villaggio turistico in Corsica??? Non vedo piscine, sabbia o passatoie in legno che si dirigono verso una bella caletta al sole, vedo solo le tue unghie non curate e i pelazzi sull’alluce!!! Purtroppo è una cosa che noto, non ci posso fare nulla.
Evviva l’estate… Grrrr…

xoxo
Paoletta

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