Il ricordo della felicità

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By Lamanu

Se qualcuno mi chiedesse qual e’ la cosa più bella che abbia vissuto in tutta la mia vita… Ma non quella un po’ più bella delle altre… questa vince con un distacco che non ha paragoni…

e’ la casa in Folgaria di quando ero piccola..  le vacanze e i week end nella casa di Folgaria con la mamma! Di quella casa, se chiudo gli occhi, mi ricordo ancora l’odore… un odore che se tiravi su forte per sentire bene, aveva anche un non so che di freddo che ti rinfrescava in fondo alle narici, perchè era pur sempre una casa di montagna.. ma era un freddo che scaldava… e mi ricordo anche l’odore della moka, quando la lasci raffreddare un po’ e il caffè è ancora nel filtro.. e mi ricordo la tv rossa che avevamo portato su perchè a Verona avevamo quella nuova, a colori.. mentre quella rossa era in bianco e nero.. ma in quella magia sembrava a colori pure quella.. e mi ricordo i miei berretti, i miei sci, il mio maglione a righe rosa e grigie che mi aveva fatto la mamma, che me lo metterei ancora adesso da tanto era figo.. e mi ricordo una sera in particolare più delle altre, quella sera in cui la mamma aveva fatto le patate arrosto tagliate a tocchetti e mi sembra di sentirmi ancora come allora, adesso che ci penso, a capotavola con dietro la tv accesa, seduta impaziente di mangiarle.. io seduta a tavola e la mamma che trafficava in cucina.. perchè le patate ci mettono sempre un sacco e non sono mai pronte per cui ci stai sempre tanto in quella trepidante attesa quando hai le patate per cena… e mi ricordo che il letto era alto, di quelli vuoti sotto, e la cosa mi agitava un po’ quando lo guardavo.. ma poi quando mi ci sdraiavo non ci pensavo più.. e mi ricordo il parco giochi attaccato a casa.. quando quella volta, a primavera, anche se faceva ancora un po’ freddo, sono rimasta a fare avanti e indietro sull’ altalena per un’ora.. e mi sentivo così bene e così grande lì tutta sola sull’ altalena, perchè la mamma era a casa e non c’ erano nemmeno altri bambini che, da tanto non volevo finisse quel momento, l’ho vissuto così a lungo che, sono dovuta rientrare a casa in fretta perchè mi veniva da vomitare a forza di stare sull’ altalena.. e quando sono rientrata con la nausea la mamma mi ha fatto la camomilla..

E mi ricordo le sciate, mi ricordo il krapfen con la marmellata e il the caldo alla pasticceria, mi ricordo gli strangolapreti al ristorante “La Ginestra” io e la mamma, mi ricordo quando per il paese, con il mio berretto di lana bianco e blu con i fiori, io camminavo un po’ avanti rispetto a lei e facevamo finta di non conoscerci e lei mi chiedeva: “bambina, ma sei da sola?” E io rispondevo: “si!” E lei: “vuoi venire a casa con me?”  e io dicevo: “si” e tornavamo a casa…ma la tenevamo molto più lunga quella scenetta.. chissa’ perchè era così bello quel gioco, forse perchè mi e’ sempre rimasta tanto impressa la storia della Piccola Fiammiferaia e mi piaceva l’idea che la mia non fosse una favola ma una realtà rassicurante con il lieto fine.

Sì, questa è di gran lunga la cosa più bella che mi sia mai capitata in tutta la mia vita, quella che ancora a pensarci mi viene un nodo alla gola perchè solo per poter tornare là e fermarmici….. non lo so cosa darei..

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