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Avviso: se qualcuno mi invitasse a C’è Posta per Te, io non accetterei l’invito. Grazie! 

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By Lamanu

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Sono incappata per caso (lo giuro) nell’inizio di quella miseria di programma C’è Posta per Te che, devo essere sincera, nell’idea potrebbe anche essere carino visto che amavo alla follia Stranamore perché amavo Alberto Castagna con quei super baffoni, e mi pare  siano simili come concetto. Ma, C’è Posta per Te, ha quel qualcosa di “latte alle ginocchia” misto “napoletanata alla Gigi D’Alessio” con una spruzzatina di “baccanata da bassa veronese”. Insomma: una schifezza pazzesca!

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La prova costume è dietro l’angolo? Ecco cosa vi aspetta in palestra.

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By Lamanu

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Non ho mai frequentato molto il mondo delle palestre perchè non è che faccia proprio per me, abituata a fare danza ma, rassegnata all’età che avanza, o meglio, assolutamente non rassegnata all’età che avanza, ho realizzato fosse l’unca cosa che potesse aiutarmi a tenere su “il tenibile”. E dopo un anno e mezzo di assidua frequentazione, stufa di guardare il pavimento, ho iniziato a guardare la fauna intorno a me. E ringrazio il Signore (anzi dovrei ringraziare il mio capo) per avere la possibliltà di andarci al mattino, fascia in cui ci sono 5 persone, perchè l’unica volta che sono andata la sera, ho passato il tempo incazzata nera perchè non appena mi avvicinavo ad una macchina c’era uno più veloce di me che mi soffiava il posto (tipo parcheggio selvaggio in un centro commerciale una qualunque domenica pomeriggio d’inverno). In ogni caso, la mia osservazione mi ha portato a catalogare i frequentatori delle palestre che io inserirei in un libro di biologia da studiare al liceo.

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Ayurveda per una emotiva, lunatica sempre di corsa

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By Paoletta

Sì, io non sono particolarmente “yogica” è vero, quindi perchè mai “ayurveda” è la prima parola del titolo di questo post? Ve lo racconto.Benessere

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Scusa Victor.. Non ho fatto apposta!

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By Lamanu

  
Sono le 7… Mi sveglio presto per andare a Milano… Solita trafila: ancora con gli occhi chiusi vado in cucina a dare il cibo ai cani che quando si tratta di mangiare sono carichi come i ragazzetti al Cocoricò. E siccome al mattino non sono in grado di gestire gente pimpante, se anche mi svegliassi e mi stessi facendo la pipi addosso, darei comunque da mangiare prima ai cani… cambio l’acqua delle ciotole, apro le finestre di tutta casa, prendo le vitamine ed inizio a prepararmi.

Dopo 10 minuti faccio il giro di casa a richiudere i vetri che ora al mattino è freddo.

Continuo tutte le mie pratiche in rigoroso silenzio e finalmente mi posso dedicare alla colazione. 

Ripasso dalla sala e, con la coda dell’occhio, vedo una robetta marroncina fuori che di solito non c’è: Oddiooooo… Poverino! Ho chiuso Victor in giardino ed ora sta guardando dentro casa con gli occhi del terrore con la speranza che mi accorga di lui. A parte che io vorrei entrare nella testa (probabilmente inesistente) di chi molla un cane in autostrada, perchè a me veniva da piangere solo nel vedere il mio cane mentre si sentiva abbandonato nel “suo” giardino..

  
Comunque, corro ad aprire e Victor, invece che incazzarsi, dirmi che ero una brutta persona per essermi dimenticata di lui e di averlo lasciato al freddo 10 minuti, che fa? Mi salta in braccio, mi fa delle feste pazzesche, si fa la pipi addosso.. Praticamente mi ringrazia… E non mi molla per tutto il resto del tempo in cui rimango a casa..

Si lo so che i cani vivono nel momento e non nel passato e quindi è logica la sua felicità ma….Vogliamo parlare se qualcuno avesse dimenticato me anche solo 30 secondi fuori dalla porta, che già mi incazzo quando suono a qualcuno che mi sta aspettando e non mi apre al volo e sto fuori in mezzo alla strada, in piedi, magari con una torta in mano e nella mia testa calcolo quanti secondi ci vorrebbero da ogni stanza di quella casa per raggiungere il citofono… E tutti ce ne mettono sempre molti di più????

Catene

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Non sono snob, ma quasi mai rispondo o dò seguito alle catene che arrivano su Facebook o via Whatsapp. Eccezion fatta per questa volta perchè l’amico che mi ha taggata ha un grande cuore e perchè semplicemente ho pensato che sia molto più facile trovare almeno 3 motivi di infelicità al giorno e molto più difficile invece:

“scrivere per 5 gg 3 motivi di felicità e nominare 3 persone che facciano la stessa cosa”

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Ecco qui i miei 5 giorni e, se lo vorranno, si sentano -informalmente- taggate per fare la stessa cosa le mie amiche bassottiste e blogger Emma, Jade, Ilaria e LaManu (hihihihi, non ne sapevano nulla!) Leggi il seguito di questo post »

Non pensare

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By Jade

Se ci pensi troppo poi non succede. (troppo cosa vuol dire?)
Concentrati nel tuo sogno e prima o poi si avvererá. ( anche secondo me )
Visualizza positivamente la scena e affronterai la situazione. (ma secondo un calcolo probabilistico o no?)
Prenditi un momento per svuotare la mente. ( datemi delle goccette allora)
Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. (che ansia).
Allontana i pensieri negativi e controlla la qualità dei tuoi pensieri.( solo pensieri di alto livello ok)
Noi siamo quel che pensiamo. (una delinquente assassina allora )
Il pensiero influenza il nostro comportamento. ( sarei già in prigione )
Il nostri pensieri sono lo specchio di come viviamo quello che ci circonda.( voglio trasferirmi )
Pensa che funzionerà e funzionerà. ( bididibodidibum con la magia fai tutto quel che vuoi tu!)
Pensare troppo porta a stress. ( era meglio nascere stupida).

É passato più di un mese da quando ho iniziato a scrivere questo post, era giusto prima di partire per le vacanze.
Mi ero messa a riflettere su tutte le banalità che la gente dice e mi chiedevo se un fondo di verità ci fosse. Ma come possono persone mediocri che hanno paura di scegliere, temono di essere giudicati, vivono di immagine, seguono schemi di comportamento imposti come fossero un gregge di pecore, avere un minimo di saggezza?

E cosí sono partita con l’unica convinzione di staccare la mente da tutta la banalità che ‘incontro’ nel quotidiano per concentrarmi sul mio benessere.
Da egoista esperta.
Puntando dritta solo ai miei desideri e al mio bene. Circondandomi di affetto, amicizia e amore.
E pam! Succede che il desiderio bussa alla porta! Qualcosa deve aver funzionato, questo é certo.

Ha funzionato il pensare solo con il mio cuore forse?
Ha funzionato voltare le spalle al negativo?
Ha funzionato coccolare me stessa e farmi coccolare?
Ha funzionato immaginarmi felice con un nuovo progetto.
Di sicuro non ha nulla a che vedere con la banalità.

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É tardi ormai!

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By Jade

Ci siamo! La bella é stagione iniziata!
Basta passare in edicola e guardare le copertine dei giornali.’Velinette’ (definizione azzeccatissima suggerita da LaManu) già in bikini e slogan di diete lampo a caratteri cubitali: ‘perdi 5 kili in due settimane con la dieta dei colori’.

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Grazie Benedetta,Chiara,Antonella,Alessandro,Simone,Carlo……(quando tv e web sono utili)

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Avete presente i programmi di cucina?
Io li guardo tutti da sempre.
Ho iniziato con Orietta Berti,poi la Clerici,poi Benedetta Parodi poi Alessandro Borghese,Gordon Ramsey,Simone Rugiati con Cuochi e Fiamme,Nigella,GialloZafferano….Mastechef USA,Masterchef India,Masterchef Italia,Hell’s kitchen…Tutti.
Mai stata così felice che vada di moda cucinare e che sia così facile reperire ricette sul web.
Per non parlare dei riferimenti bibliografici. Il Cucchiaio d’oro é la Bibbia,affiancato da Antonella Clerici,Carlo Cracco,Benedetta,cucina asiatica,cucina indiana,cucina vegetariana,I Dolci,Insomma scaffali di libri.
Ma attenzione,le ricette più preziose,raccolte in anni e anni,dalla mamma,dalle zie,da mia cognata,dalle mamme degli ex, dalla vicina di casa, dalla cuoca della mensa,dal cuoco del ristorante storico,dalle amiche,dalla tv…
Tutte appuntate di fretta in una scrittura incomprensibile e in ordine sparso nella mia agendina nera che ha le pagine anche macchiate o pagine su cui ho attaccato con il nastro adesivo fogliettini di ricette imperdibili captate al volo.
Non l’ho mai sistemata l’agendina nera perché fa parte di una storia di attimi che ho saputo cogliere,di segreti tramandati e di ricordi emozionanti.
Ho iniziato a cucinare per istinto di sopravvivenza e così continuo a farlo oggi.
Per me non é mai stata una questione di passione o di moda e infatti non mi vanto di saper cucinare ma di saper trasformare gli alimenti in piatti commestibili,questo si.
La prima pasta l’ho fatta al tonno ( in scatola ) a 12 anni,lo avevo visto fare miliardi di volte,avevo fame e mi son lanciata.
Con il sale certo andava male le prime volte ma ben presto imparai a chiedere,a documentarmi e anche a porre rimedio agli errori.
La ricetta ha subito poi numerose varianti,fino ad oggi in cui la pasta al tonno la intendo con pomodorini, tonno fresco, alloro e curry!!

Poi arrivó il tempo delle allergie e delle intolleranze e dei regimi controllati ed imparare a cucinare da sola piatti alternativi divenne necessario.
L’intolleranza al grano mi portó a conoscere tutte le alternative: pasta di kamut, spaghetti di farro, Lasagnette di mais, riso nero, riso rosso, riso selvatico e riso basmati. E ancoro l’orzo, gli spaghetti di soia e gli gnocchi di riso. normalmente presenti tutt’ora sulla mia tavola.
L’intolleranza al lattosio mi portó a scoprire il latte di soia, di riso, di mandorla, la panna vegetale e in tempi più recenti latte e mozzarella senza lattosio.
Il sovrappeso e la necessità di seguire un regime ipocalorico mi portarono a scoprire alternative light e metodi di cottura senza grassi ; un esempio classico sono le gallette di mais o di riso al posto del pane, gli spaghetti di soia e il cous cous con verdure che fanno volume e saziano alla vista, le zuppe in mille modi, la cottura senza grassi con la Wok o la cottura al vapore in microonde.
É arrivata anche la fase di scoperta delle proteine vegetali da alternare a quelle animali e la mia dispensa si é arricchita di ceci, lenticchie, fagioli e l’adorato seitan! ( presto pubblicherò la ricetta delle polpettine veg ).
E vogliamo parlare dell’invenzione migliore?La pizza fine e croccante senza lievito digeribilissima che non pesa nello stomaco tutta la notte? Ho la lista delle pizzerie giuste. A Milano andate da Grani&Braci:
http://www.graniebraci.it/it/lc-pizzeria.asp

La fase più creativa e sperimentale ma anche divertentissima fu quella degli anni dell’universitá nella quale vivevo e cucinavo fuori casa.
Ricordo ancora il risotto alle pere, ai mirtilli o il risotto alle vitamine (arancia-carote).
I miei amici li adoravano. Così come le pastasciuttate panna-speck-zucchine-zafferano, molto anni novanta! Già perché il sushi ancora era per pochi e noi studentelli ci arrangiavamo a modo nostro. Velocissimo e di grand’effetto come antipasto estivo le friselle pugliesi (integrali) bagnate e cosparse con i pomodorini maturi, basilico fresco, tonno e del buon olio d’oliva!
Memorabile la fregolotta rivisitata: bastava bagnarla con del latte e cacao e poi una volta ammorbidita sparlamarci sopra della Nutella mescolata in pari quantità al mascarpone e il dessert era pronto. Una bomba ma che dopocena allegri!!!

Negli ultimi anni, da quando vivo con mio marito e lavoro l’agendina si é arricchita di piatti veloci, facili e ad alta resa; complici Antonella Clerici e Benedetta Parodi e colleghi dalla Tv e Giallozafferano e Chiara Maci dal web da cui prendo spunti e idee sempre nuove. Grazie di cuore a tutti voi che avete rubato lo spazio televisivo ai giochi a premi per stimolarci a mangiare bene e a conoscere sempre ingredienti nuovi. Date un occhio a questo famosissimo blog di Chiara Maci!
http://www.sorelleinpentola.com/?m=1
Capiterá anche a voi di arrivare a casa alle 21 e non avere nulla di pronto e allora che faccio?
Propongo la PiadaPizza ( l’ho soltanto sentita nominare e l’ho creata a mio gusto) che non é altro che una pizza che ha come base una piadina (rigorosamente senza strutto e di kamut) rigirata in padella, farcita con pomodorini, mozzarella, sale e pepe, e origano ( qualche fettina sottili di zucchina ) e ripassata pochi secondi in forno caldo. Un successone in 10 minuti!

Nel prossimo post farò felici i miei amici veg e pubblicherò tutti i locali in cui é possibile mangiare veg che ho provato a Milano, oltre a casa mia ovviamente!

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Dimmi cosa c’é nel tuo comodino!

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By Jade

Stare costretta a letto a riposo mi porta inevitabilmente a riflettere con calma su ció che mi circonda.
Se poi fatico a camminare il comodino al mio fianco diventa il piano d’appoggio fondamentale per tutto ciò che serve per una serena permanenza a letto.
Lo stavo appunto osservando.

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Non sei tipo da Londra tu….

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By Jade

Prima volta a Londra a 36 anni.
E al mio ritorno chi mi conosce bene mi chiede: ‘A te non sarà piaciuta, non sei tipo da Londra tu vero’?!
Non saprei, ma da questa mia mancanza sono assolutamente giustificata. Quando al liceo tutti venivano mandati nel Regno unito a perfezionare l’inglese tra Oxford,Cambridge e Reading io ero tra i pochi fortunati a partire per Dublino. Meravigliosa Irlanda, un paesaggio fantasy dove ti aspetti ogni momento che ti spunti davanti David Gnomo che suona l’arpa e ti offre una Guinness! E cosí mentre gli altri passeggiavano per Carnaby Street, io passeggiavo per Temple Bar e mentre gli altri speravano di incontrare i Take That, noi pochi andavamo a visitare il paese nativo di the Edge ( David Howell Evans chitarrista degli U2).
Sono cresciuta con l’immagine di quel verde dei prati e quell’azzurro del cielo che solo chi ha visto sa.
Gli irlandesi, poi, per motivi storici ben noti, amano molto la loro terra e ,al tempo, lo ricordo bene,mi sconsigliarono di andare a Londra descrivendola come una grande business city, caotica e stressante.
Li presi in parola.
Londra effettivamente é una business city caotica e stressante,non mi hanno certo mentito ma é anche storia,tradizione,arte e vita, tanta vita.
Andava vista prima a 20 anni,a 25 a 30.
Io che non sono un’esperta d’arte moderna,dentro alla Tate Modern mi sono chiesta come avessi fatto fin’ora a vivere senza tanta bellezza,tanta genialità, tante emozioni. Stiamo parlando di Picasso, Monet, Miró, Pollock…. Te li ritrovi davanti ad un centimetro dal naso a gratis.
Ma vado oltre,é pieno di blogger che parlano delle meraviglie di Londra,non sarò ripetitiva,piuttosto vi racconterei volentieri delle disarmonie di Londra, di quelle che ho visto io e me ne saranno sfuggite parecchie…

Partiamo dalla Londra Fashion&Beauty.
Ehhh,nelle vetrine forse,ho ritrovato le ultime tendenze,mi sono pure sforzata di captare lo street style londinese,ma nulla, non pervenuto.
Alla prima infradito su gamba non depilata dal settembre scorso o forse da mai e shorts con canotta per una domenica soleggiata di inizio marzo, sono rimasta sconcertata ma ancor più dal notare che peró unghie di mani e piedi erano impeccabili,perché qui i centri di nail care vanno come da noi i panifici.
In settimana,compaiono orde di business women e anche qui non ho potuto fare a meno di notare una vera fissazione per la borsa, Michael Kors, of course, ( di massima diffusione ) giacca nera rigorosa perché fa donna in carriera ma peccato per tutto il resto.
Io capisco risparmiare per comprarsi la borsa e la giacca basiche di marca ma poi per la scarpa e l’abito affidarsi a Primark ti da un aspetto generale fuorviante.No.No.No.

Parliamo di Food a Londra.
Vuoi ingrassare,vai a Londra.
E rimanda le analisi del sangue.
La tradizione prevede l’english breakfast a colazione che é il nostro brunch della domenica quando si accende la griglia: salsiccia,pancetta,funghi e altre verdure abbrustoliti contornati da fagioli al sugo di kechup e due uova fritte al burro.
E pane e burro.
Di mattina.
Colesterolo in festa nelle arterie!

Altro must é l’afternoon tea che prevede thé o champagne accompagnati da un vassoio molto scenografico a tre piani stracolmo di tartine,cakes e scones da farcire con burro e marmellate.
Picco insulinico ai massimi livelli alle 5 del pomeriggio.
Alle 7 di sera é il turno della birra al pub.
Aggiungiamo l’alcol alla lista.

Se ancora non si é sazi la cena migliore si deve fare a scelta tra i diversi etnici: indiano, libanese, giapponese,marocchino,messicano, francese, italiano o per restare nella tradizione un Fish&Chips al pub.
Eh no il fritto prima di dormire o un pugnetto di humus ci vogliono per dare la mazzata allo stomaco prima di coricarsi ( e a chi ti dorme di fianco ).

Abitudini e varie a Londra.
Moquette anche in bagno ( hai voglia a spruzzare acaricida….), no bidet, doppio rubinetto con a scelta, o acqua bollente o gelata.
Non te lo aspetti veramente da un popolo che ha un aeroporto come Gatwick dove ti sorprende il controllo automatico del passaporto all’arrivo ( basta passare la foto del passaporto su uno scanner e guardare una telecamera ) cosí come al ritorno, il check-in e l’imbarco.
Tutto fai da te automatico.
Poi arrivi in albergo e vedi la moquette color grigio topo, vai in bagno e non sai dove lavarti le zone intime e per lavarti le mani sei costretto a complicate manovre per miscelare la lava con il ghiaccio.
Ma questo si sapeva solo che rimane incomprensibile nel 2014.

Durante l’immancabile giretto al supermercato, da Marks&Spencer Natural Food, molto frequentato e diffusissimo, mi aspetto un supermercato macrobiotico-biologico e ci trovo invece il bancone gastronomia dei piatti pronti dell’Auchan.
Avete presente scaffali e scaffali di cibi pronti monoporzionati?
Scopro poi che il popolo di Londra li compra puntualmente a pranzo e a cena per mangiarli in tutta velocità in una panchina del parco o addirittura in bus.
Contenti loro.

Un capitolo a parte meriterebbero gli Hipster. Meriterebbero ma io non ho capito, li ho visti ma non ho capito. Spiegatemi.

Sia chiaro,Londra mi piace.
Per un miliardo di motivi, quelli che sanno tutti.
Ma che vorrà mai dire che non sono un tipo da Londra io?

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